Consulenza fiscale a cura di Pasqualino Pontesi, Dottore commercialista.

Articolo pubblicato su “il Quotidiano del Sud” di domenica 04 febbraio 2018


 

Legge di Bilancio 2018 in pillole

 

Confermato, anche per quest’anno l’assegno di natalità, c.d. bonus bebè, di 960 euro, limitato al solo primo anno di vita del bambino nato o adattato nel 2018, con Isee familiare che non deve però superare i 25.000 euro. Limiti di reddito: a partire dal 2019, il limite di reddito complessivo per essere considerati fiscalmente a carico passerà da 2.840,51 a 4.000 euro, limitatamente per i figli di età non superiore a 24 anni. La soglia di 2.840,51 euro continuerà tuttavia ad essere operativa per le altre tipologie di familiari a carico, compresi il coniuge ed i figli con più di 24 anni. Cedolare secca: prorogata di due anni l’applicazione della cedolare secca sui redditi di locazione abitativa con l’aliquota ridotta al 10% per i contratti a canone concordato, la tassazione è ancora più onerosa per i contratti a canone libero ai quali l’imposta sostitutiva è del 21%. La misura agevolativa del 10% era stata inizialmente fissata per il solo quadriennio 2014-2017, prevedendo il ritorno all’aliquota ordinaria del 15% a partire dal primo gennaio 2018. Di conseguenza anche nel biennio 2018-2019, in caso di opzione per il regime della cedolare secca, si pagherà soltanto il 10% del canone. Ristrutturazioni immobili: confermata per il 2018 la misura della detrazione spettante per gli interventi di recupero del patrimonio edilizio, c.d. bonus ristrutturazioni. Anche le spese sostenute quest’anno danno quindi diritto ad uno sconto Irpef del 50%, da calcolare su un importo complessivo non superiore a 96mila euro per unità immobiliare, anziché su quello ordinario di 48mila. Il bonus fiscale va distribuito in dieci quote annuali di pari importo e spetta per gli interventi su singole abitazioni e sulle parti condominiali. Tributi locali: nessun aumento per Imu, Tasi e addizionali regionali e comunali. Gli enti locali non possono incrementare la pressione fiscale aumentando le aliquote, né cancellando agevolazioni o introducendo nuove forme di prelievo. Unica eccezione le Regioni in situazione di disavanzo sanitario, nelle quali scattano le maggiorazioni dell’aliquota Irap (0,15 punti percentuali) e dell’addizionale regionale Irpef (0,30 punti percentuali)quando non vengono raggiunti gli obiettivi previsti dal piano di rientro dal deficit sanitario; gli enti locali in predissesto e dissesto finanziario; la Tari, tassa sui rifiuti, destinata a finanziare i costi del servizio di raccolta e smaltimento dei rifiuti; le tariffe di natura patrimoniale, cioè la tariffa puntuale sostitutiva della Tari, il canone alternativo alla Tosap la tassa per l’occupazione di spazi e aree pubbliche e la Cosap il canone di occupazione di spazi e aree pubbliche. Varie: confermate per l’intero anno in corso, l’aliquota Iva ordinaria del 22% e quella ridotta al 10%. Annullati gli aumenti delle accise su benzina e gasolio per il 2018 e per il 2019.<<<<<

 

 

 

 

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piazzascala.it - febbraio 2018