Consulenza fiscale a cura di Pasqualino Pontesi, Dottore commercialista.

Articolo pubblicato su “il Quotidiano del Sud” di domenica 06 luglio 2017
 

Imu e Irpef: un salvagente ai ritardatari
 

Nel mese di luglio sono due le scadenze da tener presente per coloro che hanno saltato l’appuntamento con i pagamenti sia delle imposte municipali sia di quelle erariali. Il contribuente che non ha versato l’acconto Imu e Tasi del 16 giugno, può regolarizzare la propria posizione utilizzando l’istituto tributario del ravvedimento operoso. Una sorta di “condono” entro precisi termini temporali che consente al contribuente ravveduto di pagare l’imposta, maggiorata da esigue sanzioni, oltre al computo degli interessi legali che per il 2017 è stato ulteriormente abbassato allo 0,1% annuo. E’ possibile regolarizzare il tutto attraverso il ravvedimento breve, il versamento deve essere eseguito entro trenta giorni dalla scadenza, quindi entro il 16 luglio ma, considerato che cade di domenica, i termini sono prorogati a lunedì 17. La sanzione è dell’1,5%. Coloro che dovessero saltare questo appuntamento hanno ancora due possibilità per resettare i conti con l’Amministrazione municipale: o ravvedimento intermedio, il pagamento deve perfezionarsi entro novanta giorni dalla scadenza, pertanto entro il 14 settembre 2017 e la sanzione è pari all’1,67% o ravvedimento lungo la regolarizzazione deve avvenire entro un anno dalla scadenza, quindi entro il 16 giugno 2018 e la sanzione è elevata del 3,75%. Il Comune, tuttavia, potrebbe prorogare a due, tre e più anni il periodo del ravvedimento. E’ opportuno, quindi, contattare l’Ufficio Tributi dell’ente municipale o prendere visione del regolamento collegandosi al sito del Comune stesso. Il versamento deve essere effettuato utilizzando il modello F24 con l’accortezza di inserire il codice tributo, il codice catastale del Comune, il numero delle unità immobiliari possedute, l’anno di riferimento “2017”, barrare la casella acconto oltre a riportare l’importo da versare. Il contribuente non deve, altresì, dimenticare di barrare anche la casella ravvedimento che rappresenta l’unico possibilità per comunicare all’Amministrazione comunale di avere, in tal modo, “riparato alla svista”. Per le imposte erariali, invece, il contribuente che ha utilizzato il modello Redditi, ma non ha pagato l’Irpef entro la scadenza ordinaria del 30 giugno, può versarla entro il 31 luglio applicando una penalità dello 0,4%. Su 1.000 euro da pagare, deve aggiungerne 4! Più che di sanzione, l’incremento è da considerarsi un elemento di comodità per il contribuente che aveva difficoltà a versare le imposte alla fine del mese di giugno, rinviando così il pagamento entro luglio. In alternativa, vi è anche la possibilità di suddividere il versamento dal 30 giugno in poi in rate mensili da concludersi al massimo entro il mese di novembre, con l’applicazione di interessi molto bassi. Non è invece rateabile la somma dovuta per la seconda o unica rata di acconto Irpef novembrino.<<<<<

 

 

 

 

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piazzascala.it - luglio 2017